Dall’anno 2000 abito sui Colli Berici meridionali, nella casa rurale “del Diamante” (dal soprannome della persona che, da sola, la costruì a fine ’800). Nel tempo mi sono ambientato con essa, con le sue pietre, i suoi legni e il suo giardino selvatico che ho popolato di piante officinali, alberi da frutto e ad alto fusto. Questo spazio non è semplicemente una dimora o un luogo di lavoro: è un’estensione del mio essere, un campo cosciente che sostiene il mio rapporto con il trattamento dei piedi.
Il lento lavoro di trasformazione di questo ambiente del mio studio, avvenuto negli anni, ha rispecchiato fedelmente il mio personale processo alchemico di trasmutazione interiore e di espansione della coscienza. Oggi questo laboratorio si rivela nella sua vera natura: non più solo uno studio olistico, ma una vera e propria fonderia dell’anima, un laboratorio alchemico dove la materia grezza del corpo viene preparata per risvegliare lo Spirito.

L’architettura del laboratorio poggia sulle antiche leggi del Vastu Shastra, la scienza vedica della costruzione che concepisce la casa come un organismo vivente e cosciente: il Vastu Purusha.
La mia abitazione è disposta su di un asse diagonale perfetto tra il Sud-Ovest (le fondamenta, l’elemento Terra che dona stabilità e radicamento) e il Nord-Est (l’elemento Acqua e lo Spirito, dove si concentra la massima energia spirituale, vitale e d’amore).
L’Asse terra-cielo: nel punto esatto dell’ombelico della casa sorge una scala a due rampe a base quadrata. È l’asse verticale attraverso cui le energie cosmiche si diffondono. Salendo questa scala si accede al primo piano, sotto un soffitto di massicce travi in legno: è da qui che si entra nel laboratorio di riflessologia plantare alchimistica.
Il settimo chakra della casa: la stanza è orientata a Nord-Est. Dalla sua finestra si contempla l’alba. Questa finestra rappresenta la soglia invisibile dello scambio interno-esterno, il punto di massima ricezione delle frequenze cosmiche sottili di guarigione.
Il setting operativo: l’Athanor e il vaso ermetico
Nel laboratorio alchemico rinascimentale ogni operazione richiedeva un fuoco costante e un contenitore perfettamente sigillato affinché la materia potesse morire e rinascere trasmutata. Nella mia pratica di riflessologia plantare alchimistica, questa strumentazione si dematerializza per farsi corpo, intenzione e presenza:

Il lettino come Athanor (forno alchimistico): il perimetro del lettino, riscaldato e immerso nel suono della bio-risonanza analogica, agisce come l’antico forno a torre degli alchimisti. Alimentato dal fuoco stabile della mia presenza e dal calore radiante dell’intento, l’Athanor mantiene la temperatura vibrazionale esatta e costante, necessaria per attivare la “digestione” lenta delle memorie cellulari e dei traumi cristallizzati.
I piedi nel vaso ermetico: le mie mani, nel momento in cui entrano in contatto con la pelle della ricevente, sigillano lo spazio. I piedi diventano così il Vaso Ermetico, l’uovo filosofico, all’interno del quale avviene la separazione e la purificazione dei fluidi, dei tessuti e dei corpi sottili. Nulla si disperde, tutto si concentra per la trasmutazione dal piombo all’oro.
L’orientamento del corpo sul lettino risponde a una precisa geometria sacra e operativa. La ricevente si adagia in posizione supina, con la testa rivolta verso l’interno della stanza e i piedi orientati in direzione della finestra a Nord-Est, la porta della luce.

In questa postura, lo sguardo dell’operatore che siede alla base del lettino segue l’asse del corpo verso la luce dell’alba, accogliendo dinanzi a sé i piedi rivolti verticali verso il cielo. Questo orientamento non è casuale:
L’iniezione di Etere: la luce e le vibrazioni sottili che penetrano dalla finestra colpiscono direttamente il Vaso Ermetico dei piedi, fungendo da catalizzatore solare per le operazioni di Solutio (soluzione) e Coagulatio (coagulazione).
Il flusso ascensionale: la gravità e la pesantezza della Terra (Saturno), custodite nella pianta del piede, vengono progressivamente sublimate attraverso il dorso e le dita, canalizzando l’energia lungo i canali energetici e i chakra riflessi, in un moto ascensionale che va, fedelmente, Dai Piedi al Cielo.
In questo laboratorio non troverai la fredda applicazione meccanica di una mappa di punti riflessi. Qui coesistono, in una profonda integrazione alchemica, il rigore analitico e la metafisica dell’ascolto. Gli scaffali invisibili di questa fonderia custodiscono gli elementi estratti dal mio percorso: la disciplina della musica colta occidentale, la fenomenologia del contatto del trattamento taoista, la sapienza dell’alchimia italica e la sacralità non-duale della presenza, dove il trattamento ai piedi diventa una meditazione a due.
Entrare in questo spazio significa accettare di spogliarsi del rumore del mondo profano. Significa distendersi sull’Athanor, offrire i propri piedi al Vaso Ermetico e permettere alle mie mani di operare quel piccolo, regale miracolo quotidiano: l’accensione dello spirito all’interno della materia.
Approfondisci con i contenuti del blog dedicati alla riflessologia plantare alchimistica.


