La scintilla del cammino: alchimia del Fuoco e il calore radiante del piede

L’Energia che illumina. > Concludiamo il nostro percorso alchemico accendendo il motore del movimento: l’elemento Fuoco. Sotto la pianta del piede pulsa un calore radiante, una corrente elettrica che attraversa i meridiani e anima ogni passo. In questo articolo vedremo come il fuoco trasmuti la materia in luce, portando la donna a una vitalità elettrizzante e a un’estasi di pura energia vitale.

Il Fuoco rappresenta l’energia dinamica e la trasformazione finale. Se la Terra è la struttura, l’Acqua è il fluido e l’Aria è l’aroma, il Fuoco è la scintilla elettrica che anima il movimento e la temperatura che permette la trasmutazione.

In ambito alchemico, il Fuoco è l’Agent Spiritus, ciò che mette in moto il processo.

Nel nostro viaggio attraverso gli elementi, abbiamo esplorato la terra dei calli, l’acqua del sudore e l’aria del profumo. Ma cosa anima questi elementi? Cosa permette alla “strada” del corpo di essere percorsa? È il Fuoco: il calore vitale, l’energia radiante e quella sottile corrente elettrica che pulsa sotto la pianta del piede.

L’ignis sacer: il calore come motore di vita

In alchimia, il Fuoco è l’elemento della trasformazione (la calcinatio). Il piede è un centro termico fondamentale: il calore che emana non è solo un dato biologico, ma è il segno della volontà di esserci. Un piede caldo è un piede che brucia di desiderio, di azione, di vita. Esotericamente, questo calore è la “frizione” dell’anima che si muove nella materia. Quando le mie mani incontrano questo calore, non sentono solo una temperatura, ma la forza vitale (il Qi o Prana, energia vitale) che circola e che trasforma ogni passo in un atto creativo.

La corrente invisibile: il fuoco sottile dei meridiani

Il Fuoco si manifesta anche come elettricità. Sotto la pelle del piede corrono i meridiani, fiumi di fuoco invisibile che collegano la terra agli organi vitali e al cuore. Durante il trattamento, l’operatore percepisce delle piccole “scosse” o formicolii: è il Fuoco che si risveglia. È la scintilla che scioglie le fredde rigidità della terra e fa evaporare le acque stagnanti. Il Fuoco è ciò che permette alla persona di “accendersi”, di ritrovare l’entusiasmo e la passione per il proprio cammino unico.

La luce nelle tenebre: la fotosintesi del passo

Mentre la Terra nasconde, il Fuoco rivela. Il calore sprigionato durante il trattamento agisce come una lampada interiore. Contemplare il piede sotto l’influsso del Fuoco significa vedere la sua luminosità. Quando il trattamento raggiunge il suo apice, il piede sembra quasi “irradiare”: la pelle brilla, i tessuti si distendono e l’intera estremità diventa un piccolo sole. È la trasformazione della materia pesante in luce pura, il momento in cui il piede smette di essere solo un sostegno e diventa una torcia che illumina la strada.

L’estasi della passione: bruciare senza consumarsi

L’estasi del Fuoco è un’esperienza di espansione radiosa. È un calore che sale dai talloni e invade tutto il corpo, portando con sé un senso di potenza e di sacra eccitazione. In questo stato, l’operatore e chi riceve condividono un’energia vibrante, in ascesa. È la gratitudine di sentire la vita che “scotta”, che pulsa, che non è mai ferma. È l’estasi del divenire, la gioia di sapere che ogni corpo è una fiamma vivente che danza sulla terra.

Al termine del trattamento, la ricevente sperimenta un senso di grande vitalità. Non è solo calma: è carica, animata da un nuovo vigore. Sente che il “motore” del suo essere è stato ripulito e riacceso. L’operatore, toccando questo fuoco trasformato, prova la gratitudine di chi ha alimentato un focolare sacro, sapendo che ora quella donna camminerà nel mondo portando con sé la propria luce interiore.

Dai piedi al cielo, bruciando di pura presenza.

 

 




Roberto Ellero
Operatore olistico di riflessologia plantare taoista musicale. L'esperienza di vita è unica, individuale. Ma d'altra parte si usa parlare di metodi di riflessologia plantare. Per praticità, definisco il mio rapporto col piede come metodo di riflessologia plantare musicale. Coincide col mio dharma. Esso deriva dall’integrazione interiore alchemica di vari strumenti di indagine, con cui ho ampliato la mia coscienza e sensibilità, ne riporto alcuni: la pratica esecutiva e di ascolto nella musica colta occidentale, studi letterari e filosofici, l’utilizzo autoriale del Web e della multimedialità per approfondire le sinestesie, la pratica del tango argentino, la pratica devozionale tantrica di mano destra Guru Yoga nel buddhismo tibetano Karma Kagyu, la pratica tantrica di mano sinistra del trattamento taoista del piede. E' un metodo, ma funziona solo con le mie mani. Nei miei trattamenti coesistono vari approcci secondo la situazione di ciascun trattamento e ricevente: punti riflessi e canali energetici, sistema nervoso, circolazione sanguigna e linfatica, psicosomatica e corpi sottili, biorisonanza corporea musicale, massaggio, chakra riflessi sul piede, sacralità del tocco e sensorialità. Il mio contributo al settore olistico è l'offerta di un modello in cui la pratica spirituale e corporea è giustificata e approfondita dal rigore analitico e culturale, stabilendo un ponte tra la metafisica della musica, l'etica della tecnologia e la fenomenologia del contatto, superando definitivamente i confini disciplinari tradizionali.